Sì, ogni momento di paura ci allontana dalla visione della realtà; ogni timore chiude le porte della percezione lasciando passare solo ciò che gli è simile, ciò che risuona della stessa oscurità; ogni valutazione conflittuale blocca la comprensione di ciò che è, non permettendo alla complessità di dispiegarsi. Ma questo non sembra significare non pensare, non prevedere, non fare. Forse potrebbe voler dire non pensare con la mente senza il cuore, prevedere con obiettività senza andare nei pazzi, fare il necessario lasciando le esasperazioni fuori dalla porta. Equilibrio che non vuole dire indifferenza o assenza di passione o di ascolto di tutti, noi compresi. Come è il direttore d'orchestra a organizzare i suonatori, così è il cuore che è destinato a guidare il cervello nell'attivazione degli esseri umani, non viceversa. Nulla si muove senza musica e non c'è musica senza il Compositore, Fonte di ogni nota. Ma è la nostra paura a decidere se bere l'acqua della Sorgente o disseccarla.