Il fatto che quello fisico non sia il solo corpo di cui l'uomo si avvale nella sua esperienza 'terrestre' non è un'idea di oggi e neppure solo 'orientale'. Nelle varie filosofie del mondo se ne ravvedono i segnali, pur se con nomi diversi. Corpo fisico, astrale e mentale occidentali diventano primo, secondo e terzo chakra orientali, ma sempre, ovunque, solo quando si arriva oltre, al corpo causale o chakra del cuore, si può parlare di Spiritualità. Via le esperienze extracorporee, via le ritualità, via il buonismo finto, via le elemosine obbligate, via i viaggi a piedi e anche quelli in barca, e via i missionari all'estero. Insomma, la Spiritualità non sembra essere un luogo o un atto, ma una tendenza continua a percepire "qualcosa che sta oltre il conflitto e la separazione esistenti nei piani emozionale e mentale" dell'uomo. La meta è la dimensione sottile del cuore, con il grande direttore d'orchestra dell'Amore. Senza quello ogni atto potrà essere giusto nella forma, ma molto sbagliato nella sostanza