Tutti i testi della storia dell'umanità, dai Veda agli scritti di Giordano Bruno, fanno riferimento a dimensioni esistenziali diversificate. Dimensioni in cui gli universi sono composti da sostanze differenti, di cui quella che conosciamo noi è la più densa, la materia, e sicuramente la minore. Ogni tanto, per gli incerti del significato di "spiritualità" è utile tornare al legame con queste dimensioni "non materiali" e che l'uomo normalmente non è in grado di percepire: altri mondi, altri universi, altre intelligenze. Questa pulsione che l'uomo si porta dietro da sempre di sapere cosa c'è oltre l'angolo della materia, cercando quale sia il significato reale dell'esistenza, sì, questo potrebbe essere un inizio di spiritualità. Ma senza curiosità, senza domande, essa non si dispiega. Spiritualità non è religiosità obbediente, né frenetica ricerca di salute, benessere e immortalità fisica. È aprirsi all'infinita possibilità di altro, che lo vediamo o no.