Ognuno di noi sa di avere altro, dentro di sé, molto più bello e armonico di quello che appare. Sa di avere qualità e doti di profondità e intelligenza diverse da ciò che è educato o costretto ad esprimere. Ma non sa come attingervi, perché raramente è lasciato libero di usare lo strumento giusto di comprensione, lo Spirito. Sa di non sapere, e questo lo pone spesso nella condizione di accettare la guida di chiunque si spacci come tale, sostituendolo al proprio Se' interiore. Quasi sempre è una frode e l'andamento del mondo lo dimostra. Ma stranamente gli basta, contento del poco cibo velenoso ottenuto. E la Verità si allontana sempre un po' di più. E con Lei ogni speranza di cibo vero, il cibo dell'anima, quello che innalza le frequenze vibratore e avvicina allo sguardo divino. È un cibo sottile, ma senza quello non è possibile alzare lo sguardo oltre la pozza. Solo tentare di rendere sé stessi sottili può rendere possibile entrare nella sottigliezza.