Una delle cose che appaiono subito chiare a colui che si avventura nel Mare Magnum della ricerca interiore è che porre tutti gli sforzi nella meditazione seduta, nella speranza che il silenzio e l'isolamento dal mondo siano determinanti nel raggiungimento della riduzione dei pensieri, non vale in assoluto. Ci si accorgerà che se usiamo solo quei momenti per trovare il silenzio, una volta "fuori" di essi il caos mentale tornerà, con l'aggiunta di percepire una ulteriore separazione tra noi e gli altri, che potrebbero apparirci più aggressivi, opachi e brutali di sempre. Potremmo anche rischiare di bloccarci lì, sentendoci migliori, e questo ci porterebbe ancora più lontani da quell'Unità che la meditazione persegue. Abbiamo iniziato il cammino ma non abbiamo ancora imparato a costruire i ponti tra dentro e fuori. I ponti si sa non si costruiscono in un giorno. Ma ogni giorno richiede la posa di un mattone. E il silenzio arriverà ovunque a collegare dentro e fuori in una nuova armonia.