A volte semplificare è gratificante, specialmente sulla questione spiritualità. Non si vede, non si sente, non si tocca, non se ne percepisce il gusto. Solo, ogni tanto, vagamente il profumo. È così complessa la consapevolezza del nostro Sé come essenza spirituale che forse è più semplice focalizzarsi su cosa non è. Ogni meditazione diventa così un tentativo di percepire cosa non siamo: solo un corpo fisico, la gravità, la pressione mentale. Ogni tanto, nel silenzio, nella pace e nell'immobilità, dimentichiamo per qualche attimo il giogo della materia galleggiando in una sensazione di leggerezza stabile e senza obblighi, se non quello di non avere aspettative: solo desiderio di essere lì, come coscienza di sé, senza prevaricazione di pensieri, corpo ed emozioni. Tutto è presente, ma senza peso. E piano piano ci accorgiamo che quella leggerezza non è stata inutile, perché ha iniziato a profumare anche la nostra quotidianità, un po' alla volta, senza sforzo. Semplicemente.