Le cose inenarrabili che sappiamo accadere alla mensa dei potenti, peraltro forse sempre accadute, sembrano riflettere, a ben guardare, una grande fragilità: non avendo, secondo loro, che il corpo da proteggere dal totale annichilimento, sono ossessionati dal volerlo salvare a tutti i costi dalla malattia, la vecchiaia e la morte. Sembrano tutti novelli Gilgamesh, che invece di vivere una vita meravigliosa da semidio per il tempo, peraltro lungo, che aveva, si è incaponito a girare in lungo e in largo per trovare la sola cosa che non aveva: l'immortalità fisica, perdendo anche l'unico suo amico. Non l'ha trovata, e non ha passato un giorno di gioia né di interesse per la comprensione di sé stesso, della sua divinità e dei suoi creatori. Oggi la tecnologia fa credere ai nuovi potenti di poter fare lo stesso viaggio: non sappiamo chi o cosa li stanno consigliando, ma è facile prevedere che perderanno tutto, come Gilgamesh. Noi dobbiamo solo non farsi prendere dal loro sogno pensando che sia la realtà.