Ogni volta che mi siedo a contemplare la natura, nella quale sono immersa, mi vengono sempre pensieri inconcludenti tipo: come si fa, in un mondo basato su tempo e spazio, anche solo a immaginare una condizione dove essi non esistono? Tutto ciò che sperimentiamo si basa sul movimento che, come spesso dico, implica un andare da qui a lì, e presume la presenza di un certo spazio, che necessita di tempo per essere coperto. Ma questo è ciò che percepiscono i sensi, e si sa che quel qualcosa di più sottile che cerchiamo, chiamato Coscienza, non è basato sui sensi. Se essa è sempre presente, in ogni luogo, e quindi non ha bisogno di tempo perché non ci sono spazi da superare, per percepirla dovrei solo accettarne la possibilità. Tutto sarebbe accessibile: conoscenza, verità, dimensioni sottili, tutto senza barriere. Tutto qui e ora. L'unico momento perfetto. L'unico momento reale.