Da occidentali, ci è difficile comprendere il concetto di Maya. Lo traduciamo con il termine "illusione", nel senso che tutte le esperienze della vita umana sarebbero irreali. Ma non è proprio così. Secondo Maya tutto ha la sua realtà, ma non è quella che percepiamo con i nostri sensi, adatti a processare solo frammenti del vasto mare di ciò che esiste, e dunque sempre fraintesi. Non esiste un sole che sorge e che tramonta, né una materia come pensiamo che sia. Tutto è modificato dal filtro sensoriale comune che lo fa vedere come non è: il tempo percepito come una linea diritta con un prima e un dopo sarebbe un tutto che accade contemporaneamente, la materia solida una specie di ologramma, ma di cui non conosciamo il punto di proiezione, né il cosa ha attivato l'interruttore. Forse dovremmo farcene una ragione, e indagare meglio. Un vecchio aforisma orientale dice che ci sediamo apposta in meditazione per ricordare l'unica illusione, quella di sapere davvero come vanno le cose.