Viviamo sempre un po' da sonnambuli. Ci accorgiamo poco di cosa ci accade, ci dimentichiamo cosa abbiamo fatto un'ora prima di ogni adesso, non ci ricordiamo le parole dette, i sentimenti provati, i propositi che abbiamo formulato. Tutto si srotola in noi e fuori di noi senza una reale, continuativa nostra "presenza". Se, in qualunque momento della nostra giornata interrompessimo gli automatismi che ci guidano, scopriremmo cose interessanti: la Bellezza dell'intorno, la stupidità di molti nostri atteggiamenti, l'inutilità dei nostri capricciosi desideri. Se ci fermassimo ad osservare, noi, gli altri, il mondo, tutto assumerebbe un altro significato e potremmo interferire, modificando, migliorando, ampliando ogni nostra azione, finanche ogni nostro pensiero. Non è nulla di impossibile, neanche di tanto difficile. Fermarsi a osservare, dall'estero, ciò che è, senza i veli dell'abitudine. Straordinario!