Nessuno ci chiede di essere perfetti. Non potremmo esserlo, neanche se lo volessimo profondamente. La perfezione sta nell'assenza di errori, di malinterpretazioni, carenza di informazioni. Qualunque essere che cresce, e si muove nella direzione dell'evoluzione non può essere perfetto, perché infinite variazioni al meglio sono ancora possibili. Ma cercare cosa potrebbe essere la perfezione, quello sì che possiamo farlo, cercare cosa potrebbe essere la verità possiamo farlo, cercare cosa potrebbe essere l'amore, possiamo farlo. Andare "nella direzione" del bello, del buono, del vero, del giusto, è possibile. E oggi è l'atto più rivoluzionario che esista, ai limiti dell'eroismo, in questo mondo ormai votato al dio denaro, alla religione della "scienzah" e del transumanesimo. Forse la cosa più vicina alla perfezione, oggi, è abbandonare la resilienza, sostituendola con la resistenza. Dire no alle lusinghe del mondo potrebbe essere un buon inizio.