Raramente, quando le foglie non sono più foglie, e i rami non sono più rami, ma solo colori e forme diversi tra di loro che esprimono sé stessi, a prescindere dalla tua opinione su di loro, e il tuo "vedere" smette di rispondere a comando alla tua mente, si apre un momento di non consuetudine. Tu non fluisci più con le cose, nome tra i nomi, forma tra le forme, ma sei immobile nel mezzo del momento, e i colori, movimenti, e suoni sono loro a passarti nel mezzo, come se non ci fossero confini a ostacolare il passaggio. I colori sono esaltati, i contorni estremamente definiti, i suoni amplificati, le prospettive modificate e tu smetti di confonderti con essi. Immobile, vedi ciò che ti circonda nella sua integrità, senza traduzione alcuna. Lo svolgersi esce dalla narrazione solita, per raccontare la sua vera essenza, priva di connotati prestabiliti, che sola e infinita allaga la tua percezione e la lascia così, pienezza senza parole. Raramente. Ma bastante.