Guardando il tempo che passa attraverso gli occhi della materia - una ruga in più, un po' di forze in meno - quel che pesa è osservare l'aumento dei propri bisogni, che rende più difficile occuparsi di tutto come prima. Non è facile non prestare attenzione al corpo, quando esso alza la voce, ma più si attiva la modalità "sopravvivenza" meno si attua quel movimento, da qui a lì, come dice una cara amica, che ha necessità dell'altro per esplicarsi in Amore. Più bisogni personali, meno attenzione per gli altri, meno Amore. E se il corpo è la barca, è l'amore ad essere il Tutto dove il corpo naviga: confondere le priorità impedisce di sintonizzarsi sul senso stesso dell'esistenza. Il senso è lo scopo per cui siamo qui. Scoprire lo scopo, e il modo per agganciarsi ad esso, è la priorità. Comprendere questo rende la materia più facile da accettare per quel che è: un compagno di viaggio e non la meta.