Spesso non riusciamo a distinguere la cosa giusta da fare tra dire la verità, e dire ciò che è opportuno dire, al momento, per il bene di colui che ascolta. La scelta si basa sulla rara qualità della compassione profonda, che non dipende dal nostro punto di vista ma da quello che è utile all'altro. Quando ci si riesce vuol dire che siamo riusciti a spostare il focus dell'attenzione da noi stessi al resto del mondo. C'è un passo del Vangelo che lo descrive bene (Romani 14,20-21) ma ancora più si trova nel Buddismo più saggio. È una compassione che non impone sempre la verità assoluta a tutti senza differenze, ma tiene conto dell'apertura di cuore dei singoli. Viene in mente la vecchia regola de "il meglio è nemico del bene". Come dice il mio Maestro "L' idea della verità, quella che fa crescere, è fatta per l'uomo". E si svela nel tempo, accompagnandolo un passo alla volta.