Il mondo si è sempre mostrato all'uomo nella sua esteriorità. Ciò che ci hanno insegnato contare è ciò che è fuori di noi: da imparare, da capire, da accettare, da rifiutare secondo dei criteri che qualcuno altro, prima di noi, ha deciso essere quelli giusti. Ma esiste qualcosa di vero sempre? Che non sia la necessità del momento, o l'esigenza del più forte di turno? Eppure qualcosa dentro gli esseri umani si è sempre agitato in direzioni diverse dal sopruso, nonostante che la realtà sociale si sia mostrata sempre "contro natura": più comoda per chi riesce a sostenerne il peso e il prezzo, ma molto, molto innaturale. Ma c'è un mondo interiore, sempre ridicolizzato da quello esteriore, che è tutto da scoprire, da ascoltare e da seguire con più fiducia. Battiato lo chiamava "centro di gravità permanente", basato non sulle idee ma sul sentire interiore del vero e del giusto. Una "visione" della vita oltre gli spartiti scritti da altri, là dove aleggia la musica interiore dell'anima. Vera sempre.