Quando accade che una persona sperimenti cosa c'è dietro il velo di un momento qualunque della propria esistenza, comprende bene il concetto di rivelazione, e non dal punto di vista solito, cioè scoprire qualcosa di nuovo, ma dal significato di RI- VELAZIONE, velare di nuovo. Perché quell'esperienza è un attimo di visibilità dei molteplici livelli di verità esistenti, che peraltro subito torna come prima. Questo comprova quanto la percezione sia mobile: va e viene, legata alle condizioni di umore, attenzione e coscienza, dell'ambiente, della vita che si dispiega nell'intorno, e mai fa vivere la stessa esperienza. Cercare di ripeterla come l'abbiamo vissuta è inutile, altri svelamenti sono in attesa... Ma, anche se il velo scende di nuovo, comunque resta in noi la conoscenza di com'è davvero quella piccola parte che abbiamo percepito. Ogni svelamento è un frammento, ogni volta di un aspetto diverso: per questo non possono servire le aspettative. Solo abbandono a ciò che sarà.