Gli insegnamenti collettivi immutabili mi hanno sempre reso perplessa per l'inevitabile omologazione, che non tiene conto della singolarità dei discenti. Si guarda che accade, e ci si limita a prendere atto delle differenze di capacità, senza modificare alcunché del sistema rigido a cui è lo studente ad essere obbligato ad adattarsi. Forse sarebbe meglio attraversare l'ignoto con qualcuno che non avesse timore di cambiare il percorso, camminando assieme a chi ascolta pur non perdendo di vista la meta, che è sempre per tutti quella che è, a prescindere da come ci si arriva. Penso che sia quello che accade con gli insegnamenti spirituali, dati in tempi diversi con parole diverse, adatti all'apertura coscienziale del momento. Forse è per questo che via via appaiono grandi anime che portano gli stessi messaggi, ma ogni volta dissimili nella forma. Sono le fonti di acqua viva, capaci di dissetare ciò che sembra ormai disseccato. Non tutti si fermeranno a bere, ma chi lo farà, vivrà.