Più sembra delinearsi con chiarezza la deriva che ha preso il mondo, con le sue tecnologie senz'anima, e anime che non si riconoscono più come esseri luminosi in cammino verso la propria metamorfosi, ma solo come meccanismi organici autoreplicanti, copie di copie tutte uguali, senza pensiero proprio, più sembra urgente rimanere vigili nei confronti di ciò che ci viene proposto "per il nostro bene". Oggi sappiamo più che mai che vige la regola del secondo fine ma fin dall'antichità è trapelato il monito a farsi sempre la domanda "Cui prodest?" prima di azzardare una tesi qualunque. La tendenza odierna a spingere fortemente una "disclosure" che fino "a ieri" era purtroppo fortemente impedita, richiamando sul pezzo anche l'ubbidiente Spielberg, sembra strana.Tutto a un tratto, ciò che da millenni ci dicono i mistici di tutte le culture, artatamente ignorato e represso, oggi vuole diventare di dominio pubblico. Starà a noi scegliere tra la pula e il grano, come sempre...