Delle tre fasi che il mio Maestro indica come utili nel cammino verso la scoperta della realtà - dispiegare e raffinare al massimo le proprie capacità di attenzione agli oggetti dei sensi; percepire cosa li avvolge, li contiene e li circonda, lo spazio cioè tra di loro; percepire che ciò che sta tra le cose non è vuoto, ma è qualcosa di altro, senza forma, tempo e movimento come lo conosciamo, che è lì da sempre e a cui è possibile accedere cambiandone i parametri di lettura - forse la più difficile è il punto di partenza: accettare l'idea che tutti i presupposti a noi noti, così difficilmente imparati e governati, siano semplicemente superati. Eppure per parlare abbiamo dovuto smettere di borbottare, e per camminare smettere di gattonare. Rimanere eterni bambini è consueto, ma non è nella nostra natura. Andare oltre le gabbie è la nostra natura. Inutile resistere alla libertà.