Non è facile camminare quando sembra che tutti attorno a te brancolino nel buio. Ogni passo è invaso da un'unica certezza: quella che, comunque vada, in essa ci sarà sempre qualcosa di sbagliato. Non per incapacità, ma per evidenza dei fatti: non puoi sapere niente di totalmente vero sul passato, cosa che rende fragile la realtà del presente, e impossibile la previsione del futuro. Con tutta la buona volontà che un essere umano possa mettere nell'osservare, non sarà mai che una minima parte della totalità, una tessera di un puzzle dove i pezzi cambiano forma, colore e dimensione ogni momento. Il fatto stesso di esistere in un luogo, uno spazio e un tempo specifici non permette la visione d'insieme del Tutto, che è senza luogo, senza spazio e senza tempo. L'errore è quindi certo. Anzi forse l'errore è la via: qualcosa che puoi vedere, comprendere e correggere man mano che accade. Una via che si auto perfeziona, se abbiamo cura di non tentare di usare per oggi le stesse soluzioni di ieri.