Battiato parlava spesso, nelle sue canzoni, di uno strano "centro di gravità permanente", difficile da comprendere perché non riconducibile ai consueti cliché musicali: non poteva essere il corpo, né le emozioni, né i pensieri, tutti sempre mobili e aleatori. Sembrava qualcosa di più stabile, poco noto, difficile da identificare nella totale distrazione del quotidiano, qualcosa di fermo nel continuo mutamento, il centro immobile del ciclone. Quanti segni di opportunità velate dalla distrazione del mondo avremmo potuto osservare da lì. Ma non c'eravamo, e le Possibilità ci sono passate accanto, confuse tra altri mille accadimenti. Così è andata, ma non è detto che debba continuare così. La Possibilità è sempre con noi, il solo fatto che sentiamo la tristezza di averla nel tempo mancata lo conferma. Ed è visibile ancora solo da lì, dal nostro centro interiore di gravità permanente. Come diceva Battiato.