È molto difficile non addolorarsi quando ricevi uno sgarbo, o un cattivo sentimento, quando pensavi di aver fatto del tuo meglio per dare ciò che poteva essere dato. Ti senti tradito: tu hai donato, gli altri hanno preso e poi senza remore hanno graffiato. Per scherzo o per vilipendio è indifferente: ti hanno colpito sapendo di fare male. E ti domandi dove hai sbagliato: troppa ingenuità? troppo lassismo cercando di evitare il conflitto? troppi errori di valutazione? troppo attaccamento all'idea di te? Forse ci svia l'errato significato dell'atto del donare. Ciò che è stato donato, una volta donato, non è più tuo. Se mantieni tra le dita anche solo un po' del filo che lo lega a te, lo stai trattenendo, e non è più un dono, è un prestito. Il filo sei tu che lo mantieni vivo, con la tua mente. La realtà è ciò che è, non quella che immaginavi. Non esiste filo. Esiste un "qui e ora", e puoi solo decidere se valga la pena di donare ancora, o no.