È stupido doverci mettere così tanto, nella vita, per imparare a tacere. Fin da piccoli ci insegnano il contrario: a superare la voce del compagno nel rispondere agli insegnanti, nel parlare di più e più forte per convincere chi la pensa diversamente da noi, parlare per avere ragione su tutto e su tutti, parlare per dimostrare il nostro valore. Parlare non è la base del comunicare, lo è il tacere, che ci dà il tempo di osservare, e di capire l'altro. Il troppo parlare è consueto. Lo facciamo con tutti: amici, compagni, amori e soprattutto con i nostri Dei, chiunque siano. Gli raccontiamo, ogni singola volta che preghiamo, tutti i nostri guai, pensando che, come gli umani, se lo dimentichino, non lasciandogli spazio alcuno per mostrare la loro Presenza. Dobbiamo reimparare a tacere, godendo della gioia di ascoltare: l'amico, l'amante, il Divino. Loro ci conoscono già. Ora tocca a noi.