Certo si fa fatica a spiegare come il nostro corpo riesca a mantenersi all'incirca così com'è nonostante il fatto che ogni attimo qualche cellula decada e venga sostituita da altre. Il disegno/progetto iniziale rimane fisso mentre, all'interno di una specie di contenitore, danzano le sostanze nel loro ritmo fluido. Nel tempo qualcosa di questa danza organizzata muta, qualche informazione si perde, il corpo può degradarsi in modo diverso dal previsto. Cosa può cambiare l'ordine nei codici del campo informato iniziale? I ricercatori affermano che le condizioni mentali ed emozionali si ripercuotono nel campo, ma già il Budda diceva che quel che siamo diventati è conseguenza di quello che abbiamo pensato. Tanto abbiamo messo che alla fine vediamo solo quello, e il codice primo e il campo invisibile è sparito nel mare della razionalità, della logica, e dell'errore. Dobbiamo togliere il velo messo da noi stessi e forse il disegno originale potrà esprimersi.