Quando il tempo del poter fare tutto sbiadisce nel tempo del fare ciò che è possibile, si dischiude lo spazio per una pratica diversa, la più importante, ma anche la più difficile, e per questo marginalizzata: avere sempre presente di essere connessi a qualcosa di più vasto di ciò che appare visibile, e ricordarlo consapevolmente ogni momento. L'attenzione data normalmente al corpo, al respiro, ai pensieri, alle emozioni, ai gesti, alle parole, agli atteggiamenti che abbiamo nei confronti del mondo cambia obiettivo e si focalizza su ciò che è intorno e dentro a tutto questo: una nuova visione del sottile che ne può cambiare le sostanza, trasformando la qualità delle esperienze, il loro valore e la loro significanza. Caso e automatismo possono così ridursi trasformandosi in scelte, osservate e volute. In questo modo i giorni diventano "tutti" importanti e sacri, perché "tutti" pervasi da quel senso di profonda connessione che rende ogni attimo unico e irripetibile.