Siamo così abituati a quello che valutiamo con i nostri sensi grossolani che tutto sembra...semplicistico. La vista, ad esempio, quanti livelli di percezione comporta? Quello dove le immagini scorrono davanti a noi, ma nulla attiva la nostra attenzione, non diventando mai fonte di interesse cosciente. Poi quello in cui guardiamo, ma non vediamo: esiste cioè la volontà di osservare, ma la nostra superficialità e la mancanza di agganci cognitivi con il nostro "archivio culturale" fa defluire ogni cosa. Quello dopo attiva tutti gli elementi e finalmente vediamo. Ma solo l'ultimo da' significanza al tutto: l'attivazione della consapevolezza. Nessuna meccanicità da ricordo, nessun confronto dati, solo pura osservazione, gestita da una sensibilità emozionale che percepisce con intelligenza momento per momento l'attimo fuggente. Nessun chip artificiale potrà sostituire la percezione oltre i numeri. Potrà solo contare velocemente quanti sciocchi cadranno nella sua rete.