Il termine "superficiale" ha mantenuto nel tempo un connotato leggermente negativo: un sapere superficiale non è arricchente, un carattere superficiale non è affidabile, una valutazione superficiale raramente è corretta. Ma qualcosa, nei tempi ultimi, sembra essere accaduto. Qualcosa che tenta di spingere l'uomo all'estrema superficie degli eventi, con l'intento di renderlo debole, vulnerabile e poco potente. Nel dentro è sempre stato il segreto di tutte le cose: dal corpo esterno che difende gli organi più importanti, quelli interni, alle profondità dell'anima che protegge le qualità più valide, quelle superiori. Adesso sembra che "superficiale" sia diventato sinonimo di scontato, opportuno, alla moda, cool. Ma è così per tutti? O solo per chi ha timore di tuffarsi nell'oceano profondo preferendo rimanere ad attendere il Nulla che, distruggendo tutti nostri sogni, avanza senza chiedere nessun permesso?