Ci sono due modi per guardare quello che crediamo essere reale, e di conseguenza due modi di vivere. Uno dei due è quello ufficiale, creato apposta per ottenere il risultato di tenerci lontani dalla verità. Il secondo è quello sottotraccia, fuori dalle righe, quello che ci permetterebbe di scoprire cosa siamo davvero, perché siamo nati, perché siamo qui. Costretti da sempre a vivere nell'ufficialità, è raro trovare la verve o il coraggio di farsi le domande giuste, quelle che nascono da quel sottile "male di vivere" che ci porta a pensare continuamente "Ma è tutto qui? È veramente tutto qui?" Non è mai tardi per trovare quel coraggio, ma certo, iniziare presto sarebbe meglio. Magari non ce la faremmo lo stesso a modificare il mondo, ma impareremmo almeno che l'uomo non ha solo due collocazioni, quella che lo rende conformista e quella che lo rende reietto, ma infiniti livelli di sapienza, ognuno dei quali più vicino alla frequenza vera di quella realtà che cerchiamo. Se lo sappiamo, è un attimo arrivarci.