La nuova fisica sta cambiando i paradigmi del sapere. Lo sta facendo sottovoce, perché si sa, il passo è breve per attirarsi l'ostracismo di tutti, abituati a vedere le particelle come tante piccole sfere solide che si rincorrono in ambiti ristretti e determinati. Certo è spiazzante pensare alla maggior parte della materia come qualcosa senza massa, che pervade l'ovunque, eterna e piena di ogni possibilità. Il mondo non è oggettivo, il vuoto è apparente, dicono gli esperimenti che fanno scomparire ogni cosa consueta da sotto i nostri piedi. Ma non è follia nuova, è speculazione già sentita secoli fa, dove già si ipotizzava un universo illusorio "generato dalla luce che nasconde il mondo reale, invisibile ai sensi". Oggi questa specie di proiezione da altrove viene chiamato campo informato in cui immagini tridimensionali vengono aggregate dall'innata Forza che possiamo chiamare amore sotteso. È spiazzante, certo. Ma qualcosa di noi sembra ricordarne il profumo, più forte di ogni incredulità.