Che cosa c'è di così differente nel vivere l'oblio della realtà, che vale per tutti, tra chi volge lo sguardo anche all'interno di sé e chi indaga solo all'esterno ? Non è l'idea sui significati della vita perché essi possono essere simili. Il nodo gordiano sembra un altro: il ricercatore interiore è...un appassionato. Desidera cioè con fervore sperimentare direttamente ciò che per altri può restare a livello di idea, di opinione, di filosofia, come se la questione non li riguardasse veramente e si potesse continuare a vivere in quell'oblio all'infinito. Forse la questione è vivere i due modelli - speculare vs esperire, ipotizzare vs mettere in pratica - come se fossero contrapposti. Eppure nulla può accadere senza che prima sia immaginato: sono solo i due lati della medaglia del vivere. Ignorare uno dei due divide la magia dell'esistenza a metà, e forse la creazione ha bisogno dell'intero.