È il concetto di infinito che sconcerta. Tempo infinito, spazio infinito, complessità infinita, a fronte di una capacità di dar loro significato, molto molto limitata. L'uomo è così, immerso nell'infinito, confondendo la barchetta di carta che conduce con sé stesso. Questo non toglie che in quei piccoli tratti che riesce a percorrere egli non riesca a vedere cosa c'è attorno a lui: vicino, lontano, lontanissimo. Quel che non vede, per ipotesi astrattiva lo immagina, rendendo possibile la creazione. Più il suo pensiero si armonizza con i principi universali, più la sua creazione sarà evolutiva. E quel che non riesce più a immaginare per mancanza di riferimenti, può attendere che lo attraversi, seduto ai margini del suo limite. Non ha paura, perché ha scelto la Luce e quel che verrà non potrà che sintonizzarsi ad Essa.