Spesso si sente dire che la meditazione è il momento in cui la mente ha eliminato i pensieri. Nei fatti sembra più che i pensieri non possano essere eliminati e la "scimmia" che saltella qua e là senza freni non possa essere bloccata. Parrebbe più portata a passare da molti salti, a pochi salti, ad un unico salto, il più vicino all'immobilità, attraverso quelle che vengono chiamate "pratiche". Le pratiche riducono le strade ad un'unica strada, nella quale alla fine si permane senza alcuna altra attività che osservare, per vedere oltre. Molte altre cose nella meditazione oltre la riduzione dei pensieri sembrano innaturali, come il silenzio e l'immobilità: anche se i suoni esterni possono essere eliminati, quelli interni del flusso del sangue e del respiro, non possono proprio, così l'immobilità assoluta, finché respiriamo, non può esistere. Ecco perché la meditazione viene indicata come extra-ordinaria. In effetti non sembra un'attività terrena. Ha più il profumo del cielo.