Qual è il pensiero di fondo che ogni essere umano che si accorge che vivere è un evento strano si pone direi sempre, non dico ogni giorno, ma quasi, della propria esistenza? Che cosa sono? Cos'è un uomo? Da cosa è costituito? Quando finisce, finisce tutto? E se no, cosa finisce? E cosa resta? In realtà non è un pensiero, è una serie di pensieri, a cui nel tempo vengono date risposte vaghe e senza prove. Dalle cicogne ai paradisi diversificati a seconda delle religioni, ai dogmi scientifici, il tentativo è convincere a non farsele, "quelle" domande. E a vivere quel che c'è così come viene proposto. Farsi le domande quindi diventa un atto sovversivo, rivoluzionario e quasi sempre sconsigliato. In realtà "quelle" domande sono ciò che separa la pula dal grano, perché qualcosa di più profondo sa che è il grano quello che conta, e la pula è destinata ad essere lasciata a terra, e dispersa dal vento. Il grano è la scoperta del nostro significato, del perché siamo qui. E allora sapremo cosa fare delle nostre vite.