Più si va avanti nella vita più ci si accorge che la verità visibile non è vera, la realtà percepibile non è reale, la storia tramandata è travisata, i concetti vitali completamente fraintesi, gli obiettivi falsificati, i significati adombrati dalla frode. In questo marasma, dove il dubbio è l'unica forma di libertà, cosa resta da perseguire concretamente? L'avviso di pensatori antichi che ci hanno descritto e confermato che il Divino esiste, come Forza autocosciente e intelligente? Che questa Origine del tutto non è umanamente comprensibile? Che in ogni essere è però presente una parte di quel Divino potenzialmente sviluppabile e realizzabile? Che l'illuminazione non è quindi la conoscenza di Dio ma solo la realizzazione dell'espansione della coscienza di quella parte divina? Che essendo potenziale non è detto che Essa si possa sviluppare, nascosta dal troppo umano che è in noi? Che è il momento di smettere di cercare la fine della storia, se non siamo capaci neppure di praticarne l'inizio?