Se non abbiamo sapienza sufficiente a distinguere la realtà dalla non realtà, come possiamo districarsi tra i mille rivoli della vita senza temere di sbagliare? Se la situazione è questa, e questa è, e se un motivo profondo c'è per tutto questo, cosa potremmo pensare? Che sbagliare è il solo modo per imparare? Che non accettando l'incertezza del provare non potremmo mai imbroccare la via giusta? Che crescere non significa andare dritti avanti, ma cadere, e ogni volta rialzarsi? E cadere di nuovo, e ogni volta rialzarsi con più forza e più determinazione? Potremmo. O anche no. Tutto dipende da come vogliamo vivere. Con significato o senza significato. E quasi sempre "con" è meglio che "senza". Una bella differenza tra vivere e sopravvivere.