Certo, il dubbio è devastante. Ti tiene in bilico, sospesa tra credere e non credere... La chiamano la notte dell'anima. Ma da quella forse, se ne può uscire: basta una nuova valutazione, un nuovo accadimento, e la bilancia può scegliere dove posare il piatto. Ma c'è una condizione più pervicace, qualcosa che potrebbe faticare a modificarsi, perché non dipende da fatti esterni, dipende solo da te, la cecità interiore. Quando ti senti onda separata dal tuo mare, e ne soffri la lontananza, e lotti per raggiungere ciò che in realtà non hai mai lasciato, facendone da sempre e per sempre parte; quando ti senti incosciente della realtà, pur essendo nella tua profondità pura coscienza; quando desideri più di ogni altra cosa l'ottenimento della Luce, perché non vedi che ci sei già immersa, perché Essa è già tutta intorno a te; quando anelli alla gioia, nonostante che la tua natura profonda sia essa stessa beatitudine... È la cecità il grande abisso: soffrire per non essere in un "luogo" dove sei già.