Cercare di dialogare con qualcosa dentro di noi senza sapere realmente cosa sia a volte è surreale, quasi come pensare di essere gli unici esseri senzienti di un universo infinito e sconosciuto. Il fatto che esista un qualcosa dentro di noi che ci rende consapevoli di questioni assai complesse come le emozioni, il tempo, la memoria, il passato, il futuro, l'infinito e moltissimo altro ancora, spesso non ci sfiora realmente: lo usiamo, senza avere la più pallida idea di come funzioni e perché. Non sappiamo come si forma davvero neppure il più piccolo pensiero, da dove provenga, come emerga dal mare del tutto, come fare per governarlo. Camminiamo nella vita a tentoni, con occhi e orecchi coperti, con il solo aiuto di qualche bisbiglio e sprazzo di luce che casualmente oltrepassa i nostri bendaggi. E chiamiamo questo "conoscenza". Di quanto esiste in noi, attorno a noi, fuori del nostro pianeta, oltre la nostra piccola e razionale dimensione umana non siamo curiosi neanche un po'?