Più volte Krishnamurti, nelle sue conferenze aperte a tutti, diceva - riporto a memoria - che nessuno, né lui né chi poneva la domanda, potevano fare realmente qualcosa per eliminare la fame nel mondo, se non gli stessi che la stavano creando. Oggi è come ieri. Tutto il mal-essere è decisamente voluto. E così sarà finché chi ha paura di perdere quel poco o tanto che è riuscito ad accaparrare per sé, a discapito di molti, molti altri, non sarà disposto a rischiare di doverlo condividere. Fino a quel momento queste semplici, evidenti verità continueranno ad essere chiamate "teorie cospiratorie", utili a liberare ogni fruitore senza merito di ben-essere dall'obbligo di diventare compassionevole. Eppure, come ancora Krishnamurti diceva, tutti i problemi sociali sono in realtà il riflesso della coscienza umana. È da lì che dobbiamo partire, non certo dall'esasperazione di una tecnologia che altri nell'universo chiamerebbero giochi di bambini capricciosi, purtroppo molto molto pericolosi.