Sì, forse l'errore più grande dell'uomo è quello di non rendersi conto che, biologicamente, qualunque cosa questo termine rappresenti, l'evoluzione è un processo automatico, lento, dipendente da tutto il resto, che "non considera il singolo", ma solo le leggi materiali, biologiche appunto, della collettività. Genetica, epigenetica ed errori sul campo stimolano il processo, e ogni tanto ciò che è utile diventa nuova capacità. Questo è il destino della vita materiale, e in essa niente può andare più veloce di come le sue leggi lo permettano. Non è legato alla biologia quell'impulso a uscire dal meccanicismo automatico e ad andare oltre, è legato a qualità che superano la biologia: la volontà, l'intuizione, il desiderio di emancipazione da ciò che l'uomo vede limitato, brutto, violento e stupido. Non sono qualità del corpo, sono qualità di qualcos'altro in noi, dai mille nomi -Anima, Spirito, Sé interiore, Consapevolezza, Coscienza - ma un unico scopo: realizzare l'infinito.