Nella quasi totalità del nostro tempo non sappiamo quasi nulla di ciò che siamo e tantomeno di ciò che ci circonda. Non ci pensiamo mai, perché è troppo disturbante, tenendo conto che sembra un dato di fatto che al momento non può che essere così. I nostri limiti sono il nostro confine, la nostra non conoscenza è un muro di pietra che appare impossibile da scalare. Ma tutto ciò non è immodificabile. Se solo non rifiutassimo così pervicacemente di essere destabilizzati, anche solo un pochino, si potrebbe innescare quel processo meraviglioso che è ammettere di non sapere come stanno realmente le cose, e questo creerebbe piccole crepe tra il nostro non sapere e la conoscenza oltre il muro. Il solo fatto di ammettere la possibilità che esista un universo di sapienza oltre la parete dell'oblio, ne renderebbe possibile la scoperta, e nuove comprensioni. All'infinito. Senza misura.