Non sorprende la necessità dell'uomo di superare gli altri a tutti i costi, di emergere sopra i flutti, di spingere gli altri in direzione dei propri interessi, di approfittare di qualunque occasione per fare la cresta sulla spesa della vita. Sorprende l'infinito numero di persone che non pensandola così, si adagia nell'inerzia dondolandosi sull'amaca dell'indifferenza. Non sono i mille padroni del mondo a perpetuare i disastri, sono i milioni di obbedienti esecutori delle loro follie a renderli possibili. Se l'uomo si rendesse conto della grandezza e delle qualità che potrebbe esprimere se solo lo volesse, ogni giorno sarebbe un fiorire e un migliorare, un gioire e un costruire felicità. Non sarebbe neppure necessario operare drastiche e sanguinose rivoluzioni, basterebbe sedersi accanto a chi la pensa come lui, e insieme fare altro. Amare invece di odiare, pregare invece di inveire, aiutare invece di ostacolare, far vivere invece di far morire. Semplicemente.