Se solo ci rendessimo conto che già quattromila anni fa, nelle Upanishad, qualcuno ha scritto: "Dalla gioia tutti questi esseri sono nati; per la gioia esistono e crescono; alla gioia ritornano" cosa penseremmo del buio e del dolore in cui l'uomo è rimasto incastrato sulla Terra? I maestri antichi, molto più "vicini" alla Fonte da cui tutto è provenuto, avevano molto chiaro che l'enigma dell'universo era l'aver dimenticato che tutto è Spirito, che Esso è puro sorriso, "Esistenza-Coscienza-Gioia" e che l'evoluzione è solo basata sul Suo ricordo, Forza connaturata che necessita di consapevolezza per essere percepita e dunque usata. E se può forse essere inutile sapere perché questo è accaduto, non è inutile che voci del passato non manipolate siano ancora leggibili per condurci dove è necessario. Posso non sapere perché la gioia è sparita dal mondo, ma non posso ignorare che il mondo ci sta inbrogliando quando ci porta a credere che il buio e il dolore siano ciò che deve essere. Non è vero. Tutto qui.