Meditare...per chi cerca qualcosa di vero oltre la materia, profondo e privo di "utilitarismo" , passa dal non facile abbandono al non fare, al non essere, al non immaginare, perché tutto questo si sa già cosa porta: cose note, conosciute, a volte ...scontate. E che ti lasciano un retrogusto in bocca, quello di aver mancato il bersaglio. Alla fine, se riesce la difficile magia della rinuncia ad ottenere, è possibile veder scomparire, dalla vista della mente, una alla volta, ogni cosa che era lì: ciò che sai... ciò che ami... ciò che desideri... ciò di cui vuoi far parte... ciò che pensi di poter raggiungere, fino a che lo spazio resta vuoto, completamente vuoto, libero di ricevere ciò che viene dal non noto: una luce che proviene dal buio dell'inaccessibile. Tu non puoi andare là, ma puoi stare qua, nello spazio svuotato da ogni cosa che pensi di sapere, con ogni sensore attivo, aperto e vigile. Solo nel non attaccamento a ciò che sai, è possibile vedere la minima luce che proviene da ciò che non sai.