L'inganno più grande è quello di farci credere di avere libertà di scelta e di pensiero. Ma se guardiamo bene, tutto il vivere sociale è organizzato da altri, a cui abbiamo delegato ogni potere pensando di averlo fatto in libertà. Ma niente è nostro: i nomi, i programmi, le modalità, tutto è stato gestito da altri, e poi imbonito, per renderci bisognosi e dipendenti da ciò che non ci serve, efficienti macchine da lavoro per pochi spiccioli con nessun residuo di capacità di scandalizzarsi di fronte ai crimini dei signori della guerra, o di una tecnologia che ci renderà presto inutili per tutto. Non siamo liberi, non lo siamo mai stati. Rendersene conto significa poter trovare una cura, che non può nascondersi nello stesso giogo fisico che ci incatena. C'è altro nella nostra natura, qualcosa di più vasto e potente che oltrepassa la gabbia in cui abbiamo accettato di vivere. Conoscere è la chiave di tutto, senza la quale nessuna porta si potrà aprire.