"Sapere" prima di sperimentare, fidarsi del nostro io interiore, insomma, è l'unica luce che colora il buio di quello che i mistici chiamano "la notte buia dell'anima. Fidarsi dell' intuito nel riconoscere un Maestro, ad esempio, è determinante, ma non sempre facile da attuare. Percepiamo quanto Egli ci riconduca sempre ad una visione più alta: dei bisogni del corpo, dei desideri delle emozioni, dei dubbi dell'anima, appunto, e vederlo nel mondo e sentirlo parlare abitua ad un livello di qualità molto alto, rendendo fragile ogni altra fonte di conoscenza. Emana chiarezza di visione e quindi di cammino, ma ...a volte tutto sembra diventare "lontano" da raggiungere, per i nostri limiti. Dobbiamo usare la fiducia. Ancora. Basterebbe uscire dalla statistica ed entrare nel mondo magico del "tutto è sempre presente". E siamo solo noi ad poter aprire le porte della percezione. Lo abbiamo "saputo" una volta, quando Lo abbiamo incontrato, e lo sapremo ancora. Ma dobbiamo fidarci per viverlo. Ancora.