Non c'è niente nel mondo di tutti i giorni che facciamo senza cercare qualcosa in cambio. Il nostro vivere è una partita doppia dove i conti devono sempre pareggiare alla luce di un infinito do ut des. E non deve accadere più in là, ma nell'adesso. Purtroppo, o per fortuna, nell'ambito interiore questa modalità del tutto e subito non funziona proprio così, perché non è materia quello che stiamo soppesando, ma cambiamento, e come accade in una lunga galleria, della luce dell'uscita ci accorgiamo solo quando è molto vicina, magari dietro una curva. L'interiorità non è un fare, un ottenere. È un attendere che accada, senza aspettative ma con la massima dedizione e tutta la consapevolezza di cui siamo capaci. Seduti immobili o camminando attenti, esserci senza spingere ciò che ci aspettiamo che accada può fare la differenza e permettere alla vita di accadere. E così trasformarci.